Al tavolo del 14 luglio al Ministero delle Imprese, Electrolux ha mostrato una parziale disponibilità a rivedere il piano industriale — per Forlì, Susegana, Porcia e Solaro — ma solo a condizione di recuperare competitività su energia, produttività e tassa Cbam, variabili in gran parte fuori dalla portata di azienda e sindacato.
Sul sito di Cerreto d'Esi, che conta 170 lavoratrici e lavoratori, la direzione aziendale ammette di non aver trovato una soluzione. Restano confermati 725 esuberi negli staff legati alla digitalizzazione e all'intelligenza artificiale. Fim, Fiom e Uilm giudicano i passi "insufficienti" e chiedono al governo e alle Regioni interventi strutturali già al prossimo incontro del 21 luglio.
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