Una sentenza del Tribunale di Bologna riconosce ciò che l'Inail aveva negato per anni: il nesso causale tra la malattia professionale da amianto, la sofferenza che ne è derivata e la morte di un lavoratore. Una vicenda dolorosa, seguita dall'inizio alla fine dal Patronato Inca Cgil, che ha accompagnato la famiglia in un percorso durato quasi cinque anni, dal primo ricorso amministrativo fino alla sentenza definitiva.

Il Tribunale ha stabilito che, quando la sofferenza psichica è provocata dalla malattia stessa, non si può parlare di un evento estraneo capace di interrompere il legame tra la patologia professionale e le sue conseguenze. Una pronuncia che restituisce giustizia agli eredi e conferma il diritto alla rendita ai superstiti e all'assegno funerario.

Leggi di più su:

LEGGI L'ARTICOLO SU INCA.IT