Una buona notizia, conquistata con la lotta: il 4 novembre al ministero delle Imprese è stata raggiunta l’ipotesi di accordo sul piano Electrolux 2026-2029. Lo stabilimento di Cerreto d’Esi, che l’azienda voleva chiudere il 31 dicembre, avrà continuità produttiva e occupazionale fino a un piano di reindustrializzazione da concordare. A livello nazionale gli esuberi scendono da 1.719 a un massimo di 918, solo volontari e incentivati, con oltre 100 milioni di investimenti. Ora la parola passa a lavoratrici e lavoratori, che si esprimeranno con un referendum.

Resta però un quadro difficile. Secondo i dati Inps elaborati dall’Ires Cgil Marche, nel primo semestre 2026 solo il 10% delle nuove assunzioni è a tempo indeterminato, contro il 14,9% della media italiana. Il contratto a chiamata pesa per il 21,8%, quasi il doppio della media nazionale: le Marche sono prime in Italia per questo tipo di contratto. La segretaria regionale Eleonora Fontana chiede alla Regione di avviare subito la programmazione 2027 per incentivare il lavoro stabile e di qualità.

Precarietà e crisi industriali sono due facce della stessa medaglia. Per questo venerdì 20 novembre la Cgil sciopera per l’intera giornata, in tutti i settori pubblici e privati, compresi gli appalti. Chiediamo al governo che i soldi della legge di bilancio 2027 vadano a sostenere cittadine e cittadini – lavoro stabile, salari, sanità, scuola, pensioni, politiche industriali – e non alle armi. Fermiamoci insieme: più siamo, più forte arriva il messaggio.

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