«Resta costante la crescita delle dimissioni di donne nel primo anno del figlio»

Silvia Cascioli, coordinatrice regionale del Patronato Inca-Cgil.

Come valutate le disposizioni sui congedi?

«Complessivamente la valutazione è positiva anche se ci troviamo di fronte ad un atto dovuto che recepisce la direttiva Ue 1158 del 2019.Ci sono alcuni aspetti che vanno valorizzati mentre altri sarebbero da migliorare»

Nel dettaglio?

«Ci troviamo d’accordo con la finalità del decreto che è l’equa condivisione della cura familiare che va verso la prospettiva di una vera parità di genere. E sotto questo punto di vista l’introduzione di un congedo autonomo di paternità è un aspetto positivo»

Altri aspetti positivi?

«Il congedo di paternità prevede una indennità del 100% della retribuzione e questo fa sì che tale congedo venga effettivamente usufruito. Altro aspetto positivo è l’aumento da 6 a 11 mesi del congedo parentale dei nuclei monoparentali e ancora è stata elevata a 12 anni l’età del minore destinatario del congedo. Ottima la parificazione ai fini previdenziali tra i periodi di congedo e attività lavorativa e, infine, anche l’estensione dell’indennità di maternità per le lavoratrici autonome»

Cosa sarebbe da migliorare?

«Per esempio la bozza non cita espressamente l’estensione ai lavoratori pubblici per cui ci auguriamo che venga sanata in sede di stesura definitiva» Come esce il ruolo del padre da queste disposizioni? «Ripeto che i 10 giorni sono ben poca cosa. E visto che si possono usufruire a partire da due mesi prima del parto, sono giorni per lo più utilizzati per l’accompagnamento alle visite di controllo e durante il periodo di ricovero della donna. La speranza è che sia il primo passo verso un cambiamento della prospettiva culturale che è assolutamente necessario. E tra l’altro non è obbligatorio ma facoltativo e questo ha la sua importanza dal punto di vista culturale» Si corre il rischio che con queste nuove norme la donna trovi maggiori difficoltà nel mondo del lavoro? «No, almeno lo spero. Nelle Marche i dati sono piuttosto deludenti. Assistiamo da 5/6 anni, ad esempio, alla costante crescita delle dimissioni dal lavoro di donne entro il primo anno di vita del figlio» Le prime due cose che migliorerebbe? «Aumenterei questi 10 giorni di congedo di paternità ma soprattutto alzerei l’indennità del congedo parentale classico dall’attuale 30%che rappresenta un ostacolo alla sua fruizione».

mas.vi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

dal Corriere Adriatico, edizione di Pesaro, 28.06.2022

Venerdì 28 maggio, è stata eletta dal comitato direttivo regionale della CGIL Marche Silvia Cascioli come nuova coordinatrice regionale dell'INCA Marche.

Lascia l'incarico il compagno Giancarlo Collina per il raggiungimento di un più che meritato pensionamento

La CGIL Marche riparte dai giovani, dal contrasto alla precarietà e dal superamento delle diseguaglianze. Sono questi i temi principali al centro del dibattito dell’assemblea regionale organizzativa, in programma oggi a Pesaro, al Baia Flaminia Hotel, presenti Maurizio Landini, segretario generale e Daniela Barbaresi, segretaria generale CGIL Marche. Una data importante poiché questa è l’occasione per fare il punto sulle politiche della CGIL anche rispetto al reinsediamento sul territorio.

Nel mezzo della pandemia, il sindacato mostra di resistere e anzi rilancia il proprio consenso: nel 2020 sono 171 mila gli iscritti e iscritte di cui il 18,9% giovani al di sotto dei 35 anni, il 52,3% donne e il 47,7% uomini. Il tutto distribuito su un territorio che conta 5 Camere del Lavoro e 145 sedi e recapiti in 78 comuni. Cifre importanti cui si sommano quelle relative ai servizi: al patronato Inca, si sono rivolte oltre 145 mila persone mentre al Caaf (servizi fiscali), primo in assoluto in tutte le Marche, sono state elaborate oltre 196 mila pratiche.

Da questi numeri, muove la CGIL del 2022 alle prese con la necessità, come sottolinea Giuseppe Santarelli, Segretario regionale, di “rappresentare i sempre più numerosi lavoratori precari considerando che, nelle Marche, il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 10,5%”. In tal senso, “l’obiettivo del sindacato è quello di ampliare la propria rappresentanze in un momento complicato, dove è impellente dare voce a chi vive sulla propria pelle le tante difficoltà”.

Aggiunge Daniela Barbaresi, Segretaria Generale della CGIL regionale: “Anche nelle Marche l’occupazione sta tornando a crescere ma non la qualità del lavoro. Il contrasto della precarietà e la crescita dei salari devono essere una priorità. La qualità del lavoro deve rappresentare la misura dell’efficacia degli investimenti a partire da quelli del PNRR”.

Il Segretario Generale della CGIL, Maurizio Landini, sottolinea: “Siamo nel pieno di una pandemia sociale e salariale. La CGIL vuole costruire e proporre modelli e azioni per uscire da un presente fatto di precarietà e garantire diritti e condizioni di lavoro e di vita dignitose. Vogliamo farlo insieme a tutte le persone che per vivere hanno bisogno di lavorare e che noi vogliamo rappresentare a partire dai giovani e dalle donne. La riuscita dello sciopero generale del 16 dicembre ci dà la forza di continuare la mobilitazione. Vogliamo superare la precarietà, ottenere una vera riforma fiscale e riforma delle pensioni. Vogliamo una vera politica industriale che innovi e qualifichi il nostro sistema industriale, manifatturiero e dei servizi. Vogliamo una scuola e una sanità pubblica che garantisca il diritto alla conoscenza e alla salute a tutte le persone.

Con l’Assemblea organizzativa, la CGIL vuole promuovere il cambiamento necessario del sindacato per permettere agli iscritti e iscritte, ai delegati e delegate elette nei luoghi di lavoro, di partecipare ed essere soggetti attivi e protagonisti della costruzione di un nuovo modello sociale, economico e di sviluppo”.

Giuseppe Santarelli è il nuovo segretario generale della Cgil Marche. E’ stato eletto ieri a maggioranza dall’assemblea regionale, presente Maurizio Landini, segretario generale; subentra a Daniela Barbaresi, chiamata far parte della segreteria nazionale Cgil.

Classe 1971, fermano, un diploma in Ragioneria, Santarelli è entrato in Cgil nel 1996 e ha ricoperto vari incarichi. Ex operaio calzaturiero, Santarelli, dal 1997 al 1999, ha fatto parte della segreteria della Filcams (commercio e turismo) di Ascoli Piceno, nel 2000 è entrato nella segreteria provinciale della Filtea (tessile e abbigliamento) per poi diventarne segretario generale nel 2006. Successivamente, ha fatto parte della segreteria provinciale della Camera del Lavoro di Fermo e, nel 2010, è stato segretario generale della Filctem di Fermo (tessile, abbigliamento e chimici) e nel 2014 è diventato componente della segreteria regionale della Cgil.

“E’ un momento cruciale per il Paese e per le Marche, sia per gli effetti legati alla pandemia sia per la guerra in corso – dichiara il neosegretario Giuseppe Santarelli -; per questo, è necessario rimboccarsi le maniche da subito per affrontare i problemi”. A partire dal lavoro, vera emergenza. ”Nelle Marche, negli ultimi tempi – ricorda -, tanti hanno perso il posto o sono a rischio, le vertenze in corso sono la conferma. Il punto è  che non s’intravvede la benché minima visione di politica industriale in questa regione. Oggi più che mai, invece, c’è bisogno di imprese industriali e di servizi forti, in grado d’interpretare al meglio le nuove esigenze. Come quelle dei giovani ormai di fronte ad un bivio: o accettare lavori precari o abbandonare le nostre terre”. Su questi fronti, chiude il segretario, “m’impegnerò già da oggi per i prossimi quattro anni”.

Con Santarelli, per Maurizio Landini, segretario nazionale Cgil, ”s’intende puntare sulla continuità rispetto alla precedente gestione: il gruppo dirigente regionale ha lavorato bene. Santarelli rappresenta, dunque, un elemento di collegamento rispetto al passato ma anche di prospettiva per il lavoro da svolgere”. Secondo il segretario nazionale, “la situazione che stiamo vivendo è complicata: alla pandemia si è aggiunta la guerra e noi abbiamo la necessità di rappresentare al meglio i lavoratori. Ed ecco perché è importante rafforzare la capacità unitaria della nostra organizzazione”.